La sofferenza non deve necessariamente impedirci di vivere una vita piena e autentica
Psicologa clinica a Bressanvido (VI) e Camposampiero (PD)
Ciao! Mi chiamo Rebecca Montresor e sono una psicologa clinica. Mi occupo principalmente di ansia, difficoltà relazionali, elaborazione del lutto e di vissuti traumatici.
Nella prospettiva ACT (Acceptance & Commitment Therapy), la sofferenza è una parte integrante e spesso inevitabile della vita. Se ti sembra una visione pessimistica e un po' deprimente, non preoccuparti – lo pensavo anch'io. Ma quando ho cercato di metterla in pratica (in relazione ai miei vissuti) mi sono resa conto che ricominciare a fare le cose, gestire le giornate, "vivere la vita" tornava ad essere possibile. Non necessariamente più semplice, sia chiaro – ma possibile.
Non ho mai considerato la psicologia come una sorta di "potere mistico" capace di trasformare la vita altrui: il cambiamento vero e duraturo arriva sempre e solo dall'individuo che decide di intraprenderlo. Tuttavia, poter stare al suo fianco, accompagnarlo e sostenerlo nel suo percorso è, secondo me, uno dei grandi privilegi del nostro lavoro. La persona ha già tutti gli strumenti che le servono: talvolta, serve solo qualcuno che le mostri modi nuovi (o un po' bizzarri) per usarli.
Uno dei principi cardine della psicologia è l'assenza di giudizio. Non esiste il concetto di "tabù" nello spazio terapeutico, anzi: spesso, portare alla luce proprio ciò che cerchiamo di nascondere al mondo o a noi stessi è un passo fondamentale verso il raggiungimento del benessere psicofisico.
Se sei giunt* fino a qui hai già iniziato! Spesso, cercare attivamente aiuto è un primo atto di compassione e rispetto verso sé stessi. È un'azione importante, che non va mai sottovalutata. Merita rispetto, tempo e dedizione.
Lo scopo non è "scoprire una nuova versione di sé", ma fare spazio alla versione più autentica.
Esistono tantissimi tipi di terapie e interventi psicologici. Alcuni hanno un'impostazione quasi esclusivamente verbale, altri no. Questa varietà è utile non solo al terapeuta, che può decidere quali strumenti utilizzare a seconda del contesto e delle sue inclinazioni personali, ma anche al paziente stesso: la relazione terapeutica è, prima di tutto, un rapporto umano; perciò, diventa fondamentale poter scegliere l'approccio e il professionista che più ci sembrano adatti al nostro caso e alla nostra individualità. L'importante è che, di qualsiasi intervento si tratti, si fondi su basi scientificamente valide e riconosciute.
Nel mio lavoro cerco di alternare interventi e scambi verbali (la famosa "chiacchiera", che spesso è più potente di quanto sembri!) a momenti esperienziali basati sull'ascolto e coinvolgimento del corpo e del proprio mondo interno.
Intraprendere un percorso psicologico coincide spesso con l'uscire, talvolta anche in modo piuttosto brusco, dalla propria zona di comfort; tutto questo, però, va fatto all'interno di un contesto controllato e di una relazione terapeutica solida, dove diventa possibile esplorare parti di sé scomode in un luogo sicuro.
In questa cornice, il corpo non va dimenticato: è il mezzo che ci permette di conoscere il mondo, viverlo e sperimentarlo, nel bene e nel male. Fornisce segnali preziosi sul nostro funzionamento – e anche sui nostri progressi in terapia.
Puoi trovarmi presso il Centro Medico Fisioterapico IGEA (a Bressanvido, VI) oppure a Camposampiero (PD).
In caso di particolari necessità o distanza geografica ricevo anche online.
Via Marosticana, 14, 36050 Bressanvido VI
379 35 25 049
Sentiti liber* di contattarmi su WhatsApp e, se ti va, aggiungi una breve descrizione delle difficoltà che stai affrontando, così potremo decidere insieme da dove iniziare!
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